Da una generazione all’altra
Figlio e nipote di contadini, Pasquale nasce il 28 settembre 1947 in provincia di Teramo, nella sua casa da mamma Santina e papà Palmino.
Pasquale si chiama come suo nonno, un altro Pasquale. Un uomo grande, che aveva partecipato alla prima guerra mondiale come uno dei “ragazzi del ’99”, chiamato alle armi a soli 18 anni. Al rientro aveva sposato Maria Domenica, e in una famiglia piena di amore il grande Pasquale è stato uno dei primi innovatori per quanto riguarda l’estrazione a freddo dell’olio d’oliva nella nostra tradizione agricola. Aveva tramandato questa passione a suo figlio, Palmino, che a sua volta ha condiviso questa passione con il giovane figlio.
L’olio era un bene prezioso, ma era anche un bene molto caro e che richiedeva molta dedizione.
La casa della famiglia, che era avvolta in terreni di proprietà, era la culla di questa tradizione che spaziava dalla coltivazione del mais e dei cereali a quella degli ortaggi. Gli uliveti erano pochi e la cura e l’attenzione che veniva dedicata erano impeccabili. Palmino durante i mesi di settembre e ottobre, durante la raccolta delle olive, sovente si recava nelle migliori regioni europee per assorbire nuove conoscenze ma anche per acquistare olive già raccolte da molire nel proprio frantoio.
Il giovane Pasquale cresce dunque in un famiglia con gli occhi rivolti alla terra più che al cielo e con quei valori di attaccamento alle radici che oggi fatichiamo a riscattare dentro di noi.
Non è un segreto che gli anni del dopoguerra abbiano portato nelle aree rurali una forte disparità, e nelle campagne del teramano la fame era certamente presente.
La storia di Pasquale Di Giacinto matura in questo contesto, ma con una differenza sostanziale rispetto ad altre: i suoi occhi non erano rivolti alla terra, ma al cielo e guardavano lontano.
Una storia di terra e radici
Ci sono storie che meritano di essere raccontate, altre che richiedono la forza della sintesi, e poi ci sono quelle che lasciano parlare le emozioni, perché nessuna parola sarebbe abbastanza.
La storia della Società Agricola Di Giacinto nasce dalla traditio agricola e dalla visione di chi, generazione dopo generazione, ha scelto di restare fedele alle proprie radici. Una famiglia che da oltre cinque generazioni vive l’agricoltura come identità e appartenenza.
Tra i protagonisti di questa storia c’è Pasquale Di Giacinto, uomo di profondi valori che ha saputo tramandare ai figli e ai nipoti il rispetto per il lavoro, l’immenso amore per la natura e l’importanza del restare autentici davanti alle apparenze. Le sue mani e i suoi occhi raccontano una vita fatta di sacrifici difficilmente comprensibili, una storia di riscatto e di amore.
Una storia fatta di passione, tradizioni secolari ed enorme affezione verso una terra che tanto ha tolto quanto ha dato. Una terra dura e generosa, capace di mettere alla prova, ma anche di insegnare il valore della perseveranza.
In un mondo che corre veloce, qui il tempo sembra fermarsi. Ogni gesto conserva il sapore di un sapere antico, ogni scelta guarda al futuro senza dimenticare il passato. Perché custodire la tradizione significa continuare a far vivere una storia che merita ancora di essere raccontata.
Lo sguardo verso il futuro
La visione imprenditoriale lo portava a discutere con il padre, la voglia di investire in nuovi macchinari o nuovi trattori, che al padre apparivano come dei costi e non degli investimenti.
La vita ha regalato a Pasquale una visione prematura, nel 1965 l’epifania si presenta a Pasquale e quella che sembra l’ennesima disavventura si trasforma nell’occasione che aspettava: portando ad aggiustare il furgone del padre Pasquale scopre che il vecchio motorino d’avviamento rotto ha un valore che va oltre il suo funzionamento. Ed è un valore economico che sarebbe andato perduto: indotti, relè e matasse ancora funzionanti possono essere rivenduti, non solo, ma nel caso i pezzi andassero tutti bruciati, una volta smontato il motorino il rame l’alluminio ed il ferro avrebbero ancora un mercato. Trasformare in qualcosa di utile tutto ciò che si butta, nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma (La legge della conservazione della massa, Lavoisier, fine XVIII secolo).
Non è questo il contesto in cui raccontare una storia lunga e complessa, fatta di visione e sogni tanto quanto di sacrifici.
Pasquale, di quella fame vera e propria non ha mai voluto fare a meno, e non si è mai fermato davanti ad alcuna paura o alcuno ostacolo.
Il gruppo Di Giacinto, da lui avviato e costruito passo dopo passo insieme a Giulietta (moglie dal 1968) e ai figli Sandra, Palmino e Luca è oggi una realtà consistente contante aziende leader in Europa nel campo dell’economia circolare dei metalli e delle plastiche da imballaggio alimentare.
Eppure, se oggi chiediamo a Pasquale la più meravigliosa delle sue creature, la risposta resterà sempre univoca: “la terra”.
La terra è quella costola della famiglia Di Giacinto che resta costante nel tempo, un tempo in cui il mentre il mondo corre e si evolve con velocità, tutto sembra fermarsi e vivere al ritmo di tradizioni famigliari che superano non solo i passaggi generazionali, ma anche il tempo che scorre.
Ci sono storie che, alla fine, non sono altro che storie d’amore e quella della Società Agricola Di Giacinto è proprio una di queste!
Benvenuti nel nostro mondo, fatto di realtà concrete, tradizioni antiche, ambizione, attesa, rispetto e tante cose buone.
Ogni raccolto è irripetibile. Ogni creazione è unica. Ogni bottiglia ha una propria anima.
Ogni raccolto è irripetibile. Ogni creazione è unica. Ogni bottiglia ha una propria anima.



